Scopri il Carnevale più Antico d'Italia a Putignano: non è a Venezia

Il carnevale più antico d’Italia non si svolge a Venezia ma in questa città 

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Redatto da Lorenzo

16 Ottobre 2025

Quando si pensa al carnevale italiano, la mente vola quasi istintivamente alle maschere elaborate e ai canali di Venezia. Eppure, il titolo di carnevale più antico d’Italia, e persino d’Europa, non appartiene alla Serenissima. Spetta a una cittadina pugliese, un borgo incastonato nel cuore della Murgia dei Trulli, dove una tradizione secolare prende vita ogni anno in un tripudio di colori, satira e arte. Si tratta del carnevale di Putignano, una celebrazione le cui radici affondano in un passato lontano, risalente al 1394, dando vita non solo alla festa più antica ma anche alla più lunga, con i festeggiamenti che iniziano il 26 dicembre per concludersi con il martedì grasso.

Le origini ancestrali del carnevale di Putignano

Un evento nato da un trasferimento sacro

La storia del carnevale di Putignano è indissolubilmente legata a un evento storico e religioso. Era il 26 dicembre 1394 quando i Cavalieri di Malta, per proteggere le reliquie di Santo Stefano Protomartire dalle incursioni saracene, decisero di trasferirle dall’abbazia di Monopoli, sulla costa, alla chiesa di Santa Maria la Greca, nell’entroterra di Putignano. La leggenda narra che, al passaggio del solenne corteo religioso, i contadini locali, impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, abbandonarono i campi per accodarsi alla processione. In un gesto di gioia e purificazione, iniziarono a ballare, cantare e improvvisare versi satirici in dialetto, dando vita a una festa spontanea e popolare. Quel giorno segnò la nascita di una tradizione che si sarebbe perpetuata per oltre seicento anni.

Dalla campagna alla città: un’evoluzione secolare

Ciò che iniziò come una celebrazione contadina e rurale subì una profonda trasformazione nel corso dei secoli. Inizialmente, il carnevale era caratterizzato da manifestazioni semplici e spontanee, legate ai cicli della terra e a un bisogno di sfogo collettivo prima del rigore della Quaresima. Con il passare del tempo, soprattutto a partire dal Novecento, la festa si è strutturata, spostando il suo baricentro dalla campagna al centro urbano. Le sfilate, un tempo composte da semplici carretti addobbati, si sono evolute negli imponenti cortei di carri allegorici che oggi conosciamo, trasformando Putignano in un palcoscenico a cielo aperto dove arte, satira e ingegno si fondono in uno spettacolo grandioso. Questa evoluzione ha permesso di mantenere viva l’anima popolare della festa, arricchendola di nuove forme espressive.

Questa commistione di sacro e profano, che ha dato origine alla festa, si riflette ancora oggi in un calendario di eventi unico e scandito da rituali precisi, a partire dalla cerimonia di apertura.

La tradizione delle Propaggini e dei Giovedì

L’apertura ufficiale: la Festa delle Propaggini

Il 26 dicembre non è solo il giorno che commemora l’arrivo delle reliquie di Santo Stefano, ma è anche la data della “Festa delle Propaggini”, l’atto che inaugura ufficialmente il lungo periodo carnevalesco. Questo evento è un vero e proprio rito che affonda le sue radici nella tradizione contadina e teatrale. Sul palco si alternano gruppi di “propagginanti”, poeti estemporanei vestiti con abiti da contadino e muniti di attrezzi agricoli, che per ore recitano versi satirici in rima nel vernacolo locale. I loro componimenti, taglienti e irriverenti, prendono di mira i politici e le personalità di spicco della città, ripercorrendo in chiave umoristica i fatti salienti dell’anno appena trascorso. Gli elementi chiave di questa giornata sono:

  • Il rito del ceppo: una cerimonia simbolica che rappresenta il passaggio delle consegne tra il vecchio e il nuovo comitato organizzatore del carnevale.
  • La satira dialettale: il cuore dell’evento, dove la parola diventa strumento di critica sociale e di divertimento.
  • Il coinvolgimento popolare: la piazza si riempie di cittadini e curiosi, pronti a ridere e a riconoscersi nelle storie narrate.

Il ritmo settimanale: i Giovedì del Carnevale

Una volta avviato, il carnevale di Putignano prosegue con un ritmo tutto suo, scandito dai “Giovedì”. A partire dal 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, ogni giovedì è dedicato a una diversa categoria sociale, in un crescendo di goliardia e ironia. La tradizione voleva che ogni categoria festeggiasse organizzando banchetti e balli, creando un carnevale diffuso che coinvolgeva l’intera comunità. Sebbene oggi la tradizione sia meno rigida, il calendario simbolico rimane un punto di riferimento culturale. Questo schema settimanale offre uno spaccato unico della struttura sociale del passato, riletta attraverso la lente deformante del carnevale.

Giovedì dedicatoCategoria sociale
Il primo giovedìI monsignori
Il secondo giovedìI preti
Il terzo giovedìLe monache
Il quarto giovedìI vedovi e le vedove
Il quinto giovedìI pazzi (o i giovani non sposati)
Il sesto giovedìLe donne sposate
L’ultimo giovedì (giovedì grasso)I cornuti (gli uomini sposati)

Questa scansione temporale accompagna la città verso il culmine della festa, rappresentato dalle grandiose sfilate dei carri allegorici, veri protagonisti della manifestazione.

Le sfilate di carri e il loro spettacolo unico

Giganti di cartapesta in movimento

Il cuore pulsante del carnevale di Putignano sono senza dubbio le tre sfilate principali che si tengono nelle domeniche che precedono la Quaresima e il giorno del martedì grasso. Veri e propri teatri viaggianti, i carri allegorici sono imponenti opere d’arte realizzate dai maestri cartapestai locali. Questi giganti di cartapesta, che possono raggiungere altezze considerevoli, sfilano per le vie della città animati da movimenti complessi e accompagnati da gruppi mascherati e musica. I temi scelti sono spesso legati all’attualità, alla politica e ai costumi della società, trattati con un’ironia pungente e una satira intelligente. Ad esempio, edizioni passate hanno affrontato argomenti come la diversità, l’ambiente o le crisi globali, dimostrando come il carnevale sia uno specchio, a volte deformante ma sempre acuto, del nostro tempo.

Un concorso di creatività e maestria

Le sfilate non sono solo uno spettacolo per il pubblico, ma anche un’accesa competizione. Le diverse associazioni di maestri cartapestai lavorano per mesi nei loro hangar, in un clima di grande segretezza, per creare il carro più bello, più innovativo e più significativo. Una giuria di esperti valuta le opere in base a diversi criteri, tra cui la qualità artistica, la complessità dei movimenti meccanici e l’aderenza al tema generale dell’edizione. La proclamazione del carro vincitore, che avviene al termine dell’ultima sfilata, è un momento di grande attesa ed emozione per tutta la città, un riconoscimento che premia mesi di lavoro, passione e creatività. Questo spirito competitivo spinge gli artigiani a superarsi ogni anno, garantendo uno spettacolo sempre nuovo e di altissima qualità.

A guidare questi cortei festosi c’è sempre una figura inconfondibile, il simbolo stesso della città e del suo spirito carnevalesco.

La celebre maschera di Farinella

Chi è Farinella ? Simbolo di Putignano

Ogni grande carnevale ha la sua maschera simbolo e Putignano non fa eccezione. La sua icona è Farinella, una figura allegra e scanzonata che incarna lo spirito della festa. Il suo aspetto è un colorato mix tra un jolly e un Arlecchino: indossa un abito composto da toppe multicolori, un cappello a due punte con sonagli e porta con sé uno “sfarinello”, uno strumento per separare la farina dalla crusca, usato per dispensare battute e scherzi. Il suo nome deriva da un prodotto gastronomico tipico di Putignano, la farinella appunto, una farina finissima ottenuta da ceci e orzo tostati, un tempo cibo povero dei contadini e oggi presidio Slow Food. La maschera attuale è il risultato di una rivisitazione grafica avvenuta negli anni Cinquanta, che le ha conferito l’aspetto vivace e moderno che conosciamo oggi.

Il ruolo della maschera nelle celebrazioni

Farinella non è solo un costume, ma un personaggio con un carattere ben definito. È descritto come irriverente ma gentile, capace di unire gli opposti e di portare allegria. Durante le sfilate, la maschera di Farinella apre il corteo, balla, scherza con il pubblico e interagisce con i bambini, fungendo da perfetto anfitrione. La sua presenza è una costante in tutti gli eventi ufficiali del carnevale, dal rito delle Propaggini fino ai funerali del Carnevale il martedì grasso. Incarna la leggerezza e la capacità di ridere dei problemi, un messaggio che è al cuore stesso dello spirito carnevalesco e che risuona forte tra le strade di Putignano.

La maschera di Farinella, così come gli imponenti carri, prende vita grazie a una tecnica artigianale che a Putignano ha raggiunto livelli di eccellenza.

L’arte affascinante della cartapesta

Un’arte povera diventata eccellenza

La magia del carnevale di Putignano non sarebbe possibile senza la straordinaria abilità dei suoi maestri cartapestai. La cartapesta è una tecnica considerata “povera”, poiché utilizza materiali semplici e di recupero come acqua, colla e carta di giornale. Eppure, nelle mani degli artigiani putignanesi, questo materiale si trasforma in opere d’arte di incredibile complessità e bellezza. Il processo è lungo e meticoloso: si parte da un modello in argilla, su cui vengono stesi strati e strati di fogli di giornale imbevuti di una colla a base di farina. Una volta essiccata, la forma di carta viene staccata, levigata, assemblata con altre parti e infine dipinta con colori vivaci, dando vita a figure espressive e cariche di dettagli. Questa sapienza artigianale è il vero motore creativo del carnevale.

Le botteghe dei maestri cartapestai

Il lavoro per la creazione dei carri dura quasi un anno e si svolge all’interno di grandi capannoni alla periferia della città. Queste “botteghe” sono luoghi pieni di fascino, dove si mescolano competenze diverse: dalla scultura alla carpenteria, dalla meccanica alla pittura. I maestri lavorano con i loro team, spesso composti da giovani apprendisti, tramandando un sapere che si è evoluto di generazione in generazione. Visitare questi spazi durante la preparazione è un’esperienza unica, che permette di comprendere l’enorme lavoro e la dedizione che si celano dietro la magnificenza delle sfilate. La comunità dei cartapestai è il cuore pulsante di questa tradizione, un gruppo di artisti che con la loro fantasia rendono possibile, anno dopo anno, la magia del carnevale.

L’attrattiva di Putignano durante il periodo del carnevale offre anche l’occasione perfetta per esplorare le meraviglie che la circondano.

Cosa scoprire intorno a Putignano ?

Le Grotte di Castellana: un viaggio sotterraneo

A pochi chilometri da Putignano si trova uno dei complessi speleologici più importanti d’Europa: le Grotte di Castellana. Scendere nelle viscere della terra per ammirare un paesaggio surreale di stalattiti, stalagmiti, cortine e colonne calcaree è un’esperienza indimenticabile. Il percorso si snoda per circa tre chilometri, culminando nella spettacolare Grotta Bianca, definita per la sua bellezza e il suo candore la più splendente al mondo. Una visita alle grotte offre un affascinante contrasto con l’esplosione di colori e suoni del carnevale in superficie, mostrando un’altra faccia della ricchezza naturale del territorio pugliese.

Alberobello e la Valle d’Itria: il fascino dei trulli

Visitare Putignano significa trovarsi nel cuore della Valle d’Itria, un’area caratterizzata da un paesaggio unico al mondo. L’occasione è perfetta per esplorare i borghi circostanti, primo fra tutti Alberobello, patrimonio dell’UNESCO con i suoi iconici trulli. Ma non solo, il viaggio può continuare verso altre perle della valle. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Locorotondo: famoso per la sua pianta circolare e le sue “cummerse”, i tetti spioventi tipici del centro storico.
  • Cisternino: un borgo incantevole dove perdersi tra vicoli bianchi e gustare la carne alla brace nelle macellerie con “fornello pronto”.
  • Martina Franca: elegante città barocca, con palazzi signorili e chiese riccamente decorate.

La costa adriatica: da Polignano a Monopoli

Dall’entroterra murgiano, in meno di mezz’ora d’auto è possibile raggiungere la splendida costa adriatica. Polignano a Mare, arroccata su una scogliera a picco sul mare, offre scorci mozzafiato e un centro storico pieno di poesia. Poco più a sud, Monopoli incanta con il suo porto antico, le sue mura di cinta e le sue innumerevoli calette di sabbia. Una passeggiata sul lungomare o una cena a base di pesce fresco in uno dei tanti ristoranti tipici sono il modo ideale per completare un viaggio alla scoperta di questa terra ricca di storia, cultura e sapori.

Il carnevale di Putignano è molto più di una semplice festa. È un viaggio attraverso secoli di storia, un’espressione di creatività popolare che si rinnova continuamente, unendo la satira pungente all’eccellenza artigianale della cartapesta. Dalla cerimonia delle Propaggini ai grandiosi carri allegorici, passando per la maschera di Farinella e i ritmi dei Giovedì, ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza unica. Situato in una delle aree più affascinanti d’Italia, offre non solo divertimento, ma anche l’opportunità di scoprire un territorio ricco di tesori naturali e culturali, confermando che le tradizioni più autentiche sono spesso custodite lontano dai circuiti più noti.

Lorenzo

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